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Fabrizio Geremicca

I residenti e i commercianti: più sicurezza, qui passano 75 mila persone al giorno. Nel 2009 l'omicidio del 33enne rumeno, coinvolto in una sparatoria mentre era ai tornelli della Cumana di Montesanto, ora a lui intitolata

«Petru si guadagnava da vivere suonando nei vagoni. Il 26 maggio 2009 veniva ucciso da una pallottola vagante sparata da un commando camorristico. Soltanto la vigile coscienza dei cittadini può fermare la barbarie umana. Non dimentichiamo Petru». La targa commemorativa di Petru Birladeanu, che morì a 33 anni davanti ai tornelli della Cumana di Montesanto in maniera insensata e drammaticamente casuale, è al primo piano della stazione Eav, proprio alla base della teca con l’organetto che gli dava da campare. In linea d’aria dista pochi metri dalla strada dove insistono due bed and breakfast e dove abita il quarantenne che è stato arrestato perché gli è stata ritrovata una pistola in casa durante i controlli successivi alla lite furiosa culminata nell’esplosione di colpi di pistola in aria e poi nella comparsa in scena di un uomo vestito di nero che si aggirava con un mitra nel pomeriggio di lunedì, in una piazzetta Montesanto gremita di persone. L’arrestato ha dimenticato o forse non ha mai capito il dramma di Petru. Quello che si è rischiato fosse ripetuto in un torrido pomeriggio d’inizio estate. Ha dimenticato o forse non ha mai capito anche la mamma dell’uomo, che ieri postava su Facebook immagini dell’arresto del figlio con commenti rabbiosi rivolti a terzi: «Puttana distruggi famiglia, guarda che hai fatto succedere».