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di Redazione La Sicilia
01 Luglio 2026, 08:15
C’è un’immagine che racconta meglio di molte statistiche il crollo di una reputazione: non un contrasto riuscito, non un’uscita palla al piede, non una diagonale perfetta. Ma un’esultanza di troppo, nel momento sbagliato, davanti all’espulsione di un avversario. Da lì in avanti, per Alessandro Bastoni, il calendario ha smesso di essere soltanto sportivo. Si è riempito di contestazioni, errori, polemiche, tensioni social e adesso di un fatto ben più grave: l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano per l’ipotesi di prostituzione minorile, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di escort legato a serate organizzate per clienti vip.
Per un difensore che fino a poco tempo fa sembrava uno dei volti più solidi del calcio italiano, il contrasto è violento. La parabola recente di Bastoni non è quella di un calciatore in caduta tecnica — perché il suo peso nella stagione dell’Inter è rimasto importante — ma di un protagonista entrato in una zona opaca, dove il rendimento, i gesti, le percezioni e ora l’inchiesta giudiziaria si sono sovrapposti fino a deformarne l’immagine pubblica. Ed è proprio questo il punto: non basta ricordare che l’Inter ha vinto lo Scudetto numero 21 e la Coppa Italia numero 10 nella stagione 2025-26 per cancellare il fatto che, sul piano personale, questi mesi abbiano lasciato sul difensore un segno profondo.










