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Simone Golia

Il difensore interista torna a far parlare di sé, questa volta non per questioni calcistiche: è il primo calciatore indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle escort. Ultima pagina nera di un anno da dimenticare

Se ne avesse la possibilità, Alessandro Bastoni cancellerebbe all'istante l'ultimo anno della sua vita. Lui, che ne ha 27, all'Inter dal 2019, nove trofei con i nerazzurri, due finali di Champions, altrettanti Europei con la Nazionale, uno — quello del 2021 — addirittura vinto. Due volte premiato difensore dell'anno in serie A (2024 e 2025), due volte inserito nella squadra della stagione in Champions League. Oltre un milione di follower su Instagram, una moglie (Camilla, sposata in un resort a cinque stelle in Puglia) e una figlia (Azzurra). Eppure gli ultimi dodici mesi sono stati orribili. Da difensore italiano d'avanguardia, così bravo a impostare da far dimenticare qualche difetto di marcatura, a talento «ripudiato» e in cerca di esilio, con un occhio di riguardo verso la Spagna, dove lo hanno cercato Real Madrid e Barcellona.

Gli errori in ChampionsL'estate scorsa Bastoni va in vacanza leggero di titoli (l'Inter sogna a lungo il triplete ma poi resta a mani vuote) e pesante d'animo. Doué lo travolge insieme a tutto l'attacco del Psg, che nella finale di Champions strapazza i nerazzurri 5-0. Dopo una settimana, Bastoni veste l'azzurro dell'Italia, a Oslo per la prima partita di qualificazione a un Mondiale che non giocherà mai. Con la Norvegia è già il match decisivo, Haaland non gli lascia scampo così come nel 4-1 di San Siro, che decreta la differenza abissale fra noi e loro. Nel mezzo altri errori, alcuni banali, soprattutto in Champions: con il Liverpool una spinta veniale su Wirz, che accentua la caduta, causa il rigore avversario a due minuti dal 90' e condanna alla sconfitta l'Inter. Nella partita prima, a Madrid con l'Atletico, è lo stesso Bastoni a non saltare su Gimenez, che segna di testa nel recupero. Due disattenzioni che impediscono ai nerazzurri di terminare fra le prime otto del super girone, passando così per la «bolgia» infernale dei playoff, dove il Bodo Glimt si impone sia all'andata che al ritorno.