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La cucina come linguaggio universale, capace di mettere in dialogo culture, territori e tradizioni. È questa la cifra stilistica con cui lo chef messinese Pasquale Caliri ha conquistato il pubblico del National Award di Taormina, andato in scena all'Hotel San Pietro, presentando un piatto che ha saputo coniugare tecnica, identità e creatività.La sua interpretazione della celebre zuppa di cipolle francese è diventata un viaggio gastronomico che parte da Parigi, attraversa il Giappone e approda nel cuore dei Nebrodi. Un equilibrio raffinato tra la classicità della grande scuola francese, la profondità umami del miso e l'autenticità delle eccellenze siciliane.Protagonista della ricetta è una base preparata secondo i canoni della tradizione d'Oltralpe, arricchita dal miso, capace di amplificarne intensità e complessità aromatica. A sorprendere è poi il gelato di provola affumicata dei Nebrodi, che aggiunge freschezza, sapidità e una delicata nota affumicata, mentre il crumble di taralli al finocchio completa il piatto con una piacevole croccantezza, studiata per offrire il perfetto equilibrio delle consistenze.
Una proposta che ha riscosso grande apprezzamento anche tra gli ospiti del National Award. Tra questi, l'attrice turca Özge Özpirinçci, che durante la degustazione ha evidenziato l'importanza dell'elemento croccante all'interno del piatto, caratteristica che lo chef aveva già sapientemente previsto nella sua costruzione gastronomica. Grande attenzione anche alle esigenze alimentari degli ospiti, con una variante gluten free realizzata per l'attore Michele Morrone, senza rinunciare all'armonia complessiva della preparazione.«Il mio obiettivo – ha spiegato Pasquale Caliri – è far dialogare le grandi scuole della cucina internazionale, dalla Francia al Giappone, con la straordinaria ricchezza della Sicilia. Questa zuppa di cipolle racconta un viaggio che attraversa culture diverse per ritrovare la propria identità nei prodotti dei Nebrodi, restituendo dignità e centralità a un ingrediente troppo spesso sottovalutato come la cipolla».Ancora una volta lo chef messinese conferma la propria capacità di trasformare la tradizione in un'esperienza contemporanea, dimostrando come la cucina d'autore possa essere insieme ricerca, memoria e valorizzazione del territorio. Un piatto che al National Award di Taormina ha rappresentato non solo un esercizio di alta tecnica, ma anche un autentico omaggio alla Sicilia e alle sue eccellenze.






