Presentata una guida, curata da Mario Cucci e pubblicata da Multiverso Edizioni, che racconta le 50 migliori insegne di mare della città e del suo hinterland e che fa anche il punto su una filiera sottoposta a molti cambiamenti tra sostenibilità, consumi, disponibilità della materia prima e nuove esigenze della ristorazione. Ma ce resta uno snodo fondamentale della alimentazione meneghina

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Il mercato ittico non è soltanto il luogo in cui ogni notte transitano tonnellate di pesce destinate a ristoranti, pescherie e grande distribuzione. È anche il punto di osservazione privilegiato per capire come sta cambiando il settore, tra sostenibilità, consumi, disponibilità della materia prima e nuove esigenze della ristorazione. Temi al centro della presentazione della seconda edizione della guida Il Pesce a Milano 2026, ospitata nei giorni scorsi al Mercato Ittico di Milano.Curato da Mario Cucci e pubblicato da Multiverso Edizioni, il volume raccoglie testimonianze, interviste e approfondimenti dedicati alla filiera ittica milanese, raccontandone i protagonisti e il lavoro quotidiano che permette di portare sulle tavole prodotti freschi e controllati. Non è una semplice guida gastronomica, ma uno strumento che descrive il funzionamento di un comparto spesso poco conosciuto dal consumatore finale.L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle prospettive del settore. Al dibattito, coordinato dallo stesso Cucci, hanno partecipato Andrea Magarini, direttore dell’Area Food Policy del Comune di Milano, Cesare Ferrero, presidente di Sogemi, Angelo Nichetti, presidente dell’Associazione Grossisti e Commissionari Prodotti Ittici, e Matteo Freni, restaurant manager del ristorante L’Alchimia.Nel suo intervento Ferrero ha richiamato l’attenzione sulle principali criticità che interessano oggi il comparto ittico: dagli effetti dei cambiamenti climatici alla disponibilità della risorsa, fino all’evoluzione dei mercati e delle abitudini di consumo. «Solo attraverso il dialogo tra istituzioni, operatori e distribuzione possiamo costruire una filiera sempre più solida, sostenibile e capace di affrontare il futuro», ha osservato.Anche Magarini ha insistito sul ruolo della filiera all’interno delle politiche alimentari cittadine, sottolineando come promuovere un consumo consapevole del pesce significhi sostenere qualità, educazione alimentare e sostenibilità ambientale. Nichetti ha invece posto l’accento sul lavoro degli operatori, ricordando che dietro ogni prodotto esiste una catena fatta di competenze, controlli e professionalità che raramente emerge agli occhi del consumatore.Uno spazio significativo della guida è dedicato anche alla ristorazione. L’edizione 2026 seleziona infatti 50 ristoranti di pesce tra Milano e provincia, scelti per l’attenzione riservata alla materia prima e alla sua lavorazione. A rappresentare il settore è intervenuto Matteo Freni, che ha ricordato come la qualità della cucina dipenda innanzitutto dall’affidabilità della filiera e dalla possibilità di contare su fornitori competenti.Accanto ai ristoranti, il volume accompagna il lettore all’interno del sistema ittico milanese attraverso un percorso che comprende il Mercato Ittico, i mercati comunali, le pescherie e gli operatori del comparto, offrendo una panoramica sul funzionamento di una realtà fondamentale per l’approvvigionamento alimentare della città.