HomePratoCronacaRebus Multiutility. Biffoni resta in silenzio. Dubbi sulle strategieSotto i riflettori due questioni: l’utilizzo degli utili e i dividendi ai Comuni. Mazzetti chiede un ruolo attivo del sindaco. Ipotesi aumento della Tari.Un momento dell’assemblea dei soci di lunedìRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSul tavolo dell’ufficio del sindaco a Palazzo comunale c’è un faldone con molti documenti. Sulla cartellina c’è scritto Multiutility. Da ora a fine settembre Biffoni vuol dedicare tempo al futuro della holding dei servizi pubblici (acqua, energia, ambiente) per capire fino in fondo cosa è stato fatto in questi ultimi anni dal vertice manageriale, quali sono state le strategie scelte, quali sono gli obiettivi raggiungibili. Il sindaco rappresenta la seconda città per numero di quote e vuol tornare ad incidere. Il futuro per lui deve coincidere con investimenti, impianti, qualità dei servizi, tariffe più basse per i cittadini specialmente in ambito rifiuti. Molti dubbi restano senza risposta dopo l’assemblea dei soci di lunedì. Il gruppone dei Comuni maxi soci è compatto (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli rispettivamente 36,8%, 18,5%, 5,4% e 3,4% di quote) ma, appunto, non tutto sembra filare liscio nello scenario del binomio competitività-efficienza. Anche perché, messa definitivamente da parte la quotazione in Borsa, pesa sul futuro immediato il contenzioso per lasciare fuori dalla partita il socio privato di Publiacqua. Così come il maxi prestito del pool di banche per portare avanti gli investimenti (finanziamento più mini bond). Una minoranza di Comuni (tra i più piccoli) ha fatto sentire la sua voce. C’è chi ha votato contro bilancio e dividendo (quattro Comuni tra cui Poggio e Carmignano) e chi solo contro il dividendo (dieci Comuni tra cui Cantagallo e Vaiano). Inoltre c’è la posizione di Ato (l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) che in una dettagliata relazione (il Procedimento istruttorio di validazione dei costi efficienti 2024-2025 per il terzo periodo regolatorio Pef anni 2026-2029) ha sollevato interrogativi sulle dinamiche di Plures Alia. Dalla minoranza la critica più gettonata è chiara: il dividendo è identico a quello dell’anno scorso ma nel bilancio non risulta sia coperto dall’utile dell’esercizio. Anzi viene pagato attingendo alle riserve. Inoltre un ruolo rilevante nei conti del bilancio di Plures lo ha la patrimonializzazione dei beni delle partecipate. Sullo sfondo c’è lo spauracchio di aumento di tariffe, la Tari, per il prossimo anno.