Continua a far parlare di sé il consigliere Saturnino Di Ruscio: dopo le numerose interrogazioni e il caso della sua incompatibilità arriva il rifiuto, per protesta, di partecipare alle riunioni delle Commissioni Consiliari e di assumere il ruolo di vicepresidente nella seconda. "Ho servito per 40 anni il Comune di Fermo come dirigente e 10 da sindaco diligentemente e con professionalità", afferma Di Ruscio nel messaggio scritto indirizzato al sindaco, al presidente del consiglio e a tutta l’assise, "da Sindaco ho fatto avere alla mia città tutto quanto era umanamente e politicamente possibile portare: dalla Provincia alla Camera di Commercio di Fermo e tutti gli Uffici Statali Decentrati. Chi mi è succeduto si è limitato ad inaugurare alcuni di quegli uffici, altri li ha anche chiusi". Poi l’attacco: "Il ringraziamento, da consigliere comunale, è stato quello di tenermi incastrato su un giudizio, che ha visto soccombere il Comune di Fermo. Nonostante abbia fatto la rinuncia agli atti del giudizio, il Comune di Fermo non accetta e non autorizza la mia estromissione dal giudizio, ma pretende che rinunci ad un mio possibile diritto futuro, quando non sarò più consigliere".

"Per essere più esplicito, si piega forzatamente la norma di legge – afferma il consigliere – per ottenere da me un atto non dovuto: la rinuncia definitiva al giudizio". E chiosa: "Come consigliere comunale chiedo solo rispetto, che è mancato da parte del consiglio comunale e da tutta l’amministrazione comunale, ed è questo il motivo della mia protesta". Segue alla protesta un’ulteriore richiesta di interrogazione: dopo il Girfalco e Torre di Palme su tutte, il tema è quello della segnaletica orizzontale assente o degradata lungo le strade della nostra città: "È evidente che manca la volontà politica di risolvere il problema", si legge nella nota, "i cittadini hanno diritto ad avere i servizi per i quali pagano".