Sette giorni per lasciare poltrona e fascia tricolore, prima che intervenga il decreto di rimozione firmato dal governatore Renato Schifani. Ha i contorni del perentorio braccio di ferro istituzionale l'atto di diffida notificato a Leonardo Burgio dall’assessorato regionale alle Autonomie Locali guidato da Elisa Ingala. Da Palermo arriva così lo stop formale al terzo mandato consecutivo del sindaco appena rieletto alla guida del centro nisseno, aprendo di fatto un delicato caso politico e giuridico.La matassa burocratica era stata sollevata in prima battuta da Licia Messina, prefetto di Caltanissetta, che con una nota formale aveva segnalato alla Regione il palese contrasto normativo legato alla ricandidatura del primo cittadino. Una vicenda che da settimane infiamma i corridoi della politica isolana, registrando frizioni e sguardi divergenti soprattutto all'interno dei blocchi di centrodestra, tra il Movimento per l'Autonomia (Mpa) e la Lega.Adesso l'amministratore locale si trova di fronte a un bivio: rassegnare le dimissioni immediate o scegliere la via del contenzioso legale. Burgio ha infatti la facoltà di produrre una memoria difensiva entro la scadenza dei termini stabiliti. La sua linea, d’altronde, poggia su basi giurisprudenziali precise: una pronuncia della Corte Costituzionale dello scorso 19 febbraio che, sul territorio nazionale, dà il via libera alla terza corsa consecutiva nei Comuni tra i 5 e i 15 mila abitanti.A fare scudo attorno al sindaco ci sono anche dodici consiglieri comunali, i quali, fin dal momento del loro insediamento, hanno blindato la posizione della giunta sostenendo che nessuna legislazione regionale può considerarsi sovraordinata o capace di depotenziare l'efficacia di una sentenza della Consulta. La palla passa ora alle prossime mosse legali dello stesso Burgio, mentre sullo sfondo resta l'ombra di un provvedimento coercitivo da parte della presidenza della Regione.
Serradifalco, ultimatum della Regione al sindaco Burgio: sette giorni per dimettersi o sarà rimozione
Sette giorni per lasciare poltrona e fascia tricolore, prima che intervenga il decreto di rimozione firmato dal governatore Renato Schifani. Ha i contorni del perentorio...










