«Verificare l’insussistenza di motivi determinanti l’illegittimità dell’elezione»: con questa formula burocratica il prefetto di Caltanissetta, Licia Messina, ha segnalato al Comune di Serradifalco e alla Regione una anomalia che tutti conoscevano. E cioè che il sindaco Leonardo Burgio è tale per la terza volta consecutiva e ciò è vietato dalla legge siciliana.La lettera del prefetto è stata «sventolata» ieri da Fabio Mancuso, segretario dell’Mpa, davanti ai leader del centrodestra. Ed è stata l’equivalente di un segnale di battaglia dell’Mpa contro la Lega, partito al quale Burgio (figlio dell’ex assessore Daniela Faraoni) è iscritto. E così il vertice nato per saldare i partiti dopo la batosta alle Amministrative è iniziato subito in salita. Ed è proseguito perfino peggio.Ma andiamo con ordine. Il caso del sindaco di Serradifalco era noto da tempo. Proprio per spingere la sua terza candidatura la Lega di Luca Sammartino aveva provato a portare all’Ars, per due volte, una legge che prevedesse proprio questa possibilità (tra l’altro consentita a livello nazionale). Ma il tentativo della Lega, sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, è stato sgambettato dai franchi tiratori: la norma è stata bocciata ad aprile col voto contrario proprio dell’Mpa.E malgrado ciò Burgio a sorpresa decise a maggio di ricandidarsi per la terza volta. Riuscendo facilmente a essere rieletto, anche perché era l’unico candidato in paese. Ma l’Mpa non ha dimenticato la vicenda, tanto più che nelle altre città in cui si è votato la Lega ha rotto il fronte del centrodestra proprio dove c’erano candidati più vicini agli autonomisti (Agrigento in primis).