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Un sistema di favori e voti scambiati all’ombra della criminalità organizzata. Con questa accusa i carabinieri di Milazzo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Spadafora Lillo Pistone e di due fratelli di 75 e 71 anni.I reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) guidata dal procuratore Antonio D'Amato sono gravi: "scambio elettorale politico-mafioso" e "corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso".Il patto con i clan per l'elezione
L'indagine è scattata nell'aprile 2024 a seguito di una denuncia e ha riguardato le elezioni comunali dell'8 e 9 giugno dello stesso anno. Secondo gli inquirenti, i due fratelli – ritenuti vicini alla famiglia mafiosa dei "Barcellonesi" – avrebbero procacciato voti per il sindaco sfruttando la propria vicinanza alla criminalità organizzata. Una volta eletto, il primo cittadino avrebbe ricambiato il sostegno firmando diversi atti amministrativi per favorire i due fratelli.
Tra i vantaggi economici e patrimoniali concessi figurano: l'assegnazione di parcheggi pubblici ad uso privato di abitazioni di loro proprietà; sgravi e agevolazioni fiscali indebite sull'IMU; procedure facilitate per sbloccare documenti legati a immobili sequestrati; cambi di destinazione d'uso di beni immobili.Le schede "spiate" e modificate nei seggi










