Il Movimento per l’Autonomia esprime seria preoccupazione per la vicenda che coinvolge il Comune di Serradifalco, ritenendola un banco di prova per la tenuta della legalità nell’ordinamento degli enti locali siciliani. Nel mirino dell’organizzazione c’è il sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, esponente della Lega e figlio dell’ex assessora regionale Daniela Faroni, rieletto per la terza volta consecutiva.

Secondo il Movimento, la nuova elezione è avvenuta in aperto contrasto con l’articolo 3, comma 3, della legge regionale 7 del 1992, che per i comuni oltre i 5.000 abitanti consente una sola rielezione immediata. Sempre secondo la nota, Burgio avrebbe scientemente aggirato la normativa, sostituendo la dichiarazione di candidatura prevista con un atto di segno opposto, fondato su un’interpretazione estensiva della sentenza n. 16/2026 della Corte costituzionale, che nessun giudice avrebbe mai ricondotto alla disciplina siciliana.

Il Movimento rileva che l’Assessorato regionale delle Autonomie locali ha già predisposto la proposta di rimozione del primo cittadino, da sottoscrivere “senza esitazione”. Una scelta che, a loro avviso, si impone innanzitutto per rispetto del Parlamento regionale: l’Assemblea Regionale Siciliana ha infatti respinto più volte ogni tentativo di modificare l’articolo 3 della L.R. 7/1992 per introdurre il terzo mandato consecutivo.