Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Messina che, su indagini dei carabinieri, ha portato all’arresto del sindaco di Spadafora, Letterio Pistone, per scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale, emerge inoltre un’altra ipotesi di reato, la corruzione per un atto contrario al proprio dovere, contestata al primo cittadino e un’insegnante 51enne.Secondo l’accusa, l’insegnante, non destinataria di misura cautelare, «nella veste di segretario di una sezione elettorale, avrebbe «spiato le operazioni di voto compiute da persone anziane o affette da disabilità, informando in tempo reale il candidato sindaco poi eletto, e avrebbe modificato in suo favore alcune schede nulle o contestabili».In cambio, contesta la Procura, la donna avrebbe ottenuto l’assegnazione da parte del Comune di Spadafora di «un incarico collaborativo volontario a titolo gratuito nelle tematiche del settore scolastico, nonché l'ammissione di un proprio familiare al servizio civile, remunerato, presso la Pro loco di Spadafora».