Restyling del viale della Vittoria, installate le telecamere, al via le rilevazioni sul traffico, ma intanto fioccano le polemiche sulla sperimentazione che dovrebbe partire in autunno. "Qui stiamo facendo un vestito nuovo – ha dichiarato il sindaco Fiordelmondo - il colore e l’obiettivo restano immutati. Attraverso la sperimentazione si riesce a modellarlo, sempre sulla base dell’esperienza tecnica".

Con questa metafora sartoriale il primo cittadino ha risposto in aula alle domande di Francesco Rossetti, capogruppo di Per Jesi, riguardo ai tempi e alle modalità della sperimentazione. Il primo cittadino ha spiegato che questa non ha "un tempo definitivo" ma "sarà in relazione con la città che avrà nuovi e maggiori spazi pubblici a disposizione", aggiungendo che "grazie ad essa potrà determinarsi qualcosa che oggi possiamo immaginare ma rispetto alla quale non abbiamo un punto di sintesi". La replica del sindaco ha innescato l’immediata e dura reazione dell’opposizione. Per Jesi parla di "incomprensibile retorica istituzionale" del sindaco, contestando la "totale assenza di elementi numerici, cronoprogrammi certi o indicatori di successo chiari". Secondo i civici le decisioni della maggioranza non poggiano su solidi studi preventivi o su analisi scientifiche dei flussi di traffico. "Jesi non può permettersi una gestione urbanistica basata sulle scommesse e sulle prove generali" hanno attaccato i consiglieri, chiedendo alla giunta di "rispondere ai problemi della cittadinanza con simulazioni convincenti e non e non con semplici ipotesi figlie delle buone intenzioni". Anche il movimento JesiAmo, è fortemente critico e preoccupato per i precedenti di Via Paradiso e Via Sanzio (dove le sperimentazioni sono ancora in atto da anni): "No, a Jesi, in tema di sperimentazioni non siamo proprio forti" ha commentato ironicamente il gruppo civico che suggerisce l’utilizzo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale per studiare i flussi di traffico e come cambieranno stringendo la carreggiata e riducendo la velocità al Viale. Citando le recenti analisi di Isfort e del Politecnico di Milano, secondo cui il 73% degli incidenti si concentra nelle aree urbane, JesiAmo suggerisce di sostituire i vecchi metodi con modelli predittivi e mappe dinamiche del rischio basate sulle scatole nere dei veicoli. "Se l’innovazione tecnologica può aiutare, e può avere sviluppi importanti in vari settori, perché non provare il futuro anche per le situazioni già interessate dalle vecchie sperimentazioni?" suggeriscono.