La partita delle preferenze
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Road map su via Filzi e via Fiorentina: il sindaco Comanducci accelera
Se bastasse un modellino virtuale già via Filzi sarebbe un’isola dei mari del sud e via Fiorentina una strada accessibile da tutti gli angoli di Arezzo. Ma non sempre i "gemelli digitali" bastano, perfino a chi da una vita ne costruisce e ne disegna a sfinimento. E così al tavolo del sindaco Comanducci la realtà e la simulazione si inseguono. Con a capotavola i due quartieri malati, non a caso gli unici nei quali il grande rivale Ceccarelli abbia vinto davvero. Oggi su via Fiorentina sono stati convocati tutti i protagonisti: tecnici, amministratori, funzionari del Comune. Un confronto serrato dal quale il sindaco non vuole uscire con la riapertura della strada, ai miracoli si sta attrezzando, ma con date certe. Un cronoprogramma sui lavori che mancano, la possibilità di dire ai residenti del quartiere e ai commercianti entro quando ritroveranno la libertà perduta. Un cronoprogramma da vivere attivamente. Perché se la risposta fosse netta ma infinita rimarrebbero i margini per accelerare. Come? I modi sono antichi più della pietra: un aumento di squadre, magari lavori notturni, eventuali ritocchi al progetto. Impensabile venga rimesso in discussione nella sua essenza, e cioè una grande rotatoria e il ribassamento della tangenziale, ma qualunque scorciatoia sarebbe gradita. Avendo sulla carta l’ultima dichiarazione dell’ex assessore Sacchetti, che la pietra al collo di quel cantiere se l’è portata per anni. "Le opere strutturali del sottopasso – aveva dichiarato ai primi di maggio al nostro giornale - sono praticamente completate. Adesso si lavora sulle opere laterali e sugli innesti con la viabilità esistente". Quindi la buona notizia potrebbe venire dal passato? Vedremo. Così come si chiude il cerchio sul calendario di via Filzi. Comanducci, nei suoi sopralluoghi serrati di questi giorni, aveva verificato il prosciugamento della vasca più inutile di Arezzo. Alla luce di questo passo avanti della proprietà ha deciso di venirle incontro: ha accettato cioè di allargare i termini di tempo per completare la bonifica e il ripristino, concedendo i novanta giorni che gli erano stati richiesti. Novanta giorni fanno tre mesi, tre mesi dalla metà di giugno, quindi chiusura definitiva alla metà di settembre. Per l’esattezza 30 giorni per definire tempi esatti e cronoprogramma e altri sessanta per il tombamento: riportare cioè via Filzi allo status quo, o quasi, visto che la vecchia scuolina francescana demolita nessuno si sogna di ricostruirla. Due mosse sulla scacchiera della città più fragile, sperando bastino a smuovere le acque. Ma intanto la stessa linea febbrile riguarda tutti i punti caldi: lo stadio, col primo incontro con il presidente Manzo, piazza Saione, naturalmente la digitalizzazione. Nel regno dei gemelli digitali Comanducci rilancia dopo il primo passo dell’amico e assessore Francesco Marcantoni. Al modello digitale di piazza Grande seguirà quello dell’intero centro storico. Per l’esattezza l’obiettivo, conferma il sindaco, è di realizzare "un digital twin del centro storico per avere una fotografia 3D in alta risoluzione dello stato attuale dei palazzi e delle strade". Il linguaggio resta tutto in salita, la sostanza no: la foto sarebbe in progress, significa che alla rete arriveranno da speciali sensori le modifiche continue al territorio, consentendo quindi agli urbanisti di studiare soluzioni e incidere sulla realtà. Sensori "intelligenti": forse abbastanza da ritoccare quello che non va, di certo a sufficienza da lasciare ai posteri la possibilità di scegliere se le cose siano effettivamente migliorate. E la storia, si sa, è intelligente per natura.







