Per Kyiv era un amico dei russi, colpito da sanzioni per ordine di Volodymyr Zelensky. Per Mosca era un agente dei servizi ucraini, che gestiva una rete di call center dediti alle truffe telefoniche a danno dei russi, oltre che degli europei. I diversi tasselli contraddittori dell’identikit di Vadim Ermolaev, 58enne imprenditore con passaporto cipriota, 45simo nella lista degli uomini più ricchi dell’Ucraina, stanno emergendo nelle ore successive all’attentato contro di lui a Monte Carlo. Quello che è certo è che qualcuno voleva ucciderlo, e farlo clamorosamente: gli inquirenti monegaschi che stanno indagando sulla bomba piazzata all’ingresso del lussuoso condominio dove abitava sostengono che si tratti del primo attentato esplosivo della storia del principato, e il principe Alberto di Monaco ha condannato il “crimine ripugnante”.

Nella foto l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev

Un tentativo di omicidio a sangue freddo: il killer ha depositato lo zaino con la bomba, farcita di elementi metallici, e probabilmente l’ha azionata quando Ermolaev si è avvicinato, in compagnia della moglie e del figlio. Il ragazzo di 13 anni è fuori pericolo, mentre la moglie Anna è ora in condizioni critiche, dopo aver perso entrambe le gambe. Le condizioni del magnate sono state “stabilizzate”. I poliziotti monegaschi e francesi intanto stanno dando la caccia all’uomo con il cappello e la maglietta neri che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso fuggire dal luogo dell’esplosione, per poi dileguarsi in territorio francese.