E’ il perfetto prodotto del capitalismo post-sovietico: un imprenditore capace in una manciata di anni di costruire un impero privato che spazia dall’edilizia all’agroalimentare, guadagnandosi l’appellativo di oligarca e finendo nei radar dei servizi segreti di Kiev. Vadym Ermolaev, 58 anni, colpito ieri da un attentato nel Principato di Monaco, nel 2023 era finito nel mirino di pesanti misure restrittive firmate da Volodymyr Zelensky.
Nato a Dnipro, uno dei principali centri industriali del paese, ma cittadino di Cipro dal 2017, Ermolaev costruisce la propria fortuna negli anni Novanta, durante la transizione dall’economia sovietica a quella di mercato. Nel 1995 fonda il gruppo Alef, che nel tempo si trasforma in un colosso attivo in numerosi settori: sviluppo immobiliare, edilizia, agribusiness, industria alimentare e soprattutto produzione e distribuzione di bevande alcoliche per un totale di 18 aziende e 11 stabilimenti produttivi, i cui prodotti vengono esportati in 50 paesi. La divisione Alef Estate realizza alcuni dei simboli della moderna Dnipro, tra cui il centro commerciale Most-City, il complesso Cascade Plaza e il business center Bosphorus. L’imprenditore diventa inoltre uno dei principali finanziatori della comunità ebraica locale e del complesso religioso della sinagoga Golden Rose, sviluppato con il movimento Chabad-Lubavitch.










