| 30 Giugno 2026 13:02 |
3 minuti per la lettura
(Adnkronos) – Nato a Dnipro nel 1968, Vadim Ermolaev si è imposto come uno degli uomini d’affari più influenti e ricchi dell’Ucraina post-sovietica, posizionandosi per anni stabilmente tra i primi 25 nomi nelle classifiche annuali di Forbes Ukraine. Secondo la biografia fornita dalla rivista, la sua ascesa finanziaria è legata alla fondazione del colosso industriale Alef e della sua divisione immobiliare Alef Estate, realtà con cui ha profondamente trasformato il volto urbano di Dnipro. Il progetto più celebre del gruppo è il Most-City, un imponente complesso commerciale e direzionale diventato un vero punto di riferimento turistico, lavorativo e residenziale per la città bagnata dall’omonimo fiume. All’inizio degli anni 2000, il magnate si era dapprima affermato come figura di spicco nel settore dei beni di largo consumo: nel 2004, infatti, la multinazionale Procter & Gamble rilevò gli asset della sua azienda Olvia Beta, che all’epoca deteneva oltre il 40% del mercato ucraino dei prodotti per la casa con marchi storici come Gala e Lotos. Nel corso degli anni, Ermolaev ha diversificato i propri investimenti nella metallurgia, nell’agricoltura e nel settore bancario; in quest’ultimo ambito è stato comproprietario dell’estone Versobank, istituto di credito poi liquidato nel 2018 dalle autorità europee per gravi violazioni delle norme antiriciclaggio.










