Perché la rabbia dei giovani non riesce a trasformarsi in un moto politico collettivo? Secondo Fabrizio Barca e Caterina Manicardi, rispettivamente co-coordinatore e ricercatrice del Forum Disuguaglianze Diversità, la ragione non sta in una manchevolezza delle nuove generazioni ma anzi in ostacoli concreti che queste si trovano a affrontare. I due autori hanno raccolto la loro indagine su questo tema nel saggio “Opportunità e ostacoli di un moto giovanile. La partecipazione delle nuove generazioni come questione democratica”, presentato ieri a Roma presso la biblioteca della Fondazione Basso.
Il testo smonta un mito molto diffuso: quello dell’apatia dei giovani. Gli under 34 non sono disinteressati ai temi politici, anzi. Secondo le ricerche svolte, sono per esempio molto sensibili ad argomenti quali la crisi climatica o le disuguaglianze sociali. Quello che gli manca è la fiducia, sia verso il cambiamento in generale sia nella possibilità di portarlo avanti tramite le organizzazioni tradizionali. «C’è un grande impegno verso le azioni individuali, come il consumo consapevole ed etico, ma non verso quelle collettive, quali iscriversi a un partito o partecipare a un movimento», ha spiegato Manicardi.









