Il brutale piano di taglio dei costi di Volkswagen da undici miliardi di euro entro i prossimi quattro anni, e che prevede una drastica riduzione del personale, la chiusura di quattro fabbriche nel Paese e persino - si valuta - la cessione dei gioielli della casa, ha messo la Germania di fronte al peccato capitale commesso dalla sua industria automobilistica, un tempo fiore all'occhiello della macchina manifatturiera tedesca, e oggi caduta in un inesorabile declino, incarnato, appunto, dalla crisi di Wolfsburg.