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Redazione Salute
Il provvedimento proposto da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi ETS e Fondazione AIOM. «Entro tre mesi ci aspettiamo l'esame del disegno di legge e la calendarizzazione della presentazione in Assemblea»
«Le firme sono state ufficialmente consegnate al Senato ed entro tre mesi, secondo quanto previsto dal regolamento, ci aspettiamo l'esame del disegno di legge e la calendarizzazione della sua presentazione in Assemblea. La palla ora passa alle Istituzioni per un provvedimento che riteniamo ineludibile: il fumo rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese». Così i promotori della campagna «5 euro contro il fumo» - AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi ETS e Fondazione AIOM - hanno festeggiato il successo dell'iniziativa, avviata a gennaio, in una conferenza stampa a Roma.
Legge d’iniziativa popolare«La campagna "5 euro contro il fumo" deve arrivare al più presto in Parlamento - spiegano -. Chiediamo che la legge d’iniziativa popolare, per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, sia quanto prima calendarizzata in Senato e discussa in Aula. Ha raccolto in quattro mesi oltre 52mila firme (quasi 3mila in più rispetto a quelle richieste dalla Costituzione) e ha riscosso un enorme consenso della comunità medica e scientifica italiana. Lo dimostrano le adesioni di più di 90 tra società scientifiche, associazioni, fondazioni e strutture sanitarie attive sull’intero territorio nazionale. Un successo senza precedenti che testimonia la chiara volontà dei cittadini e degli operatori sanitari di giungere a una riduzione consistente del numero di fumatori».











