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Vera Martinella

Raccolte in quattro mesi le 50mila firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di legge. Il Senato deve decidere entro 90 giorni

L'obiettivo è raggiunto: sono bastati quattro mesi per raccogliere le 50mila firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di una legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e sacchettini di nicotina). La campagna 5eurocontroilfumo.it era stata lanciato lo scorso 26 gennaio dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom che avevano deciso di unire le forze per raggiungere un obiettivo comune. Ora tocca al Parlamento discutere e approvare quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo. Per il Senato, il regolamento impone l’esame entro 90 giorni dall’invio delle firme.

Se il prezzo sale, i consumatori diminuisconoIn Italia circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93mila morti ogni anno per il consumo di tabacco, con costi diretti e indiretti di circa 24 miliardi di euro. «Le evidenze ci sono e sono chiare: alzare le tasse sul tabacco significa ridurre i consumi e prevenire malattie e decessi evitabili, oltre a liberare risorse utili per il Sistema Sanitario Nazionale - ricorda Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi -. Diverse ricerche hanno dimostrato che se il prezzo sale, il numero di fumatori scende. Lo prova anche l'esempio di Francia e Irlanda: questi due Paesi hanno prezzi delle sigarette tra i più alti in Europa (rispettivamente circa 11 e 15 euro a pacchetto) e il numero di tabagisti, specie adolescenti, è sceso in modo consistente». La raccolta delle firme non si ferma e prosegue per garantire un margine superiore al limite richiesto: per sottoscrivere basta cliccare qui utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).