Le temperature superficiali del mare al largo della Francia meridionale e dell’Italia occidentale sono aumentate di circa 6 °C rispetto alla media di lungo periodo, tra le anomalie più elevate registrate quest’anno nei mari europei, secondo quanto segnala l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea).
In base ai nuovi dati mappati il 29 giugno 2026 da Copernicus – il servizio europeo di punta per l’osservazione della Terra –, il riscaldamento è concentrato nel Golfo del Leone e nei mari Ligure e Tirreno, dopo l’ondata di calore marina già registrata alla fine di maggio. Nello stesso periodo, le anomalie sono aumentate in modo marcato anche nel settore meridionale del Mare del Nord e nel Mar Baltico.
«Le ondate di calore marine si sviluppano quando un calore atmosferico prolungato si combina con condizioni di calma e una ridotta azione di rimescolamento del vento, consentendo al calore di accumularsi negli strati superiori del mare anziché disperdersi. Una volta formatosi, questo riscaldamento può persistere per settimane, con conseguenze per le specie marine, la pesca e gli ecosistemi costieri», spiega la Eea.
L’ondata di calore che attraversa il Vecchio continente è ben lungi dal potersi dire conclusa: per l’Italia è già la seconda del 2026 nonostante l’estate sia formalmente iniziata da pochi giorni, incrementando i rischi per la popolazione dopo che l’Italia è sistematicamente al primo posto in Ue per numero assoluto di decessi da calore, con oltre 200mila morti in Europa solo negli ultimi 4 anni. Eppure è già il momento di alzare la soglia d’allarme per i “temporali di calore” nonostante l’afa.












