«Saranno valutate con particolare favore le proposte che non prevedono l’erogazione di un contributo pubblico da parte del Comune». È questo uno dei passaggi, sinora passati sotto silenzio, contenuti nell’avviso pubblicato dal Municipio di Taranto per la concessione a privati della gestione del Centro sportivo polivalente “PalaRicciardi” in tandem con lo stadio di atletica leggera del rione Salinella (l’ex Camposcuola), dello Stadio del nuoto e, infine, del PalaMazzola. L’avviso scadrà il 7 agosto e, in seguito, verranno selezionati i progetti che poi, a loro volta, saranno al centro di un successivo bando di gara che dovrà essere indetto per stabilire la società aggiudicataria dell’impianto sportivo comunale.

Ma perché l’Amministrazione comunale ha sottolineato questo passaggio? Il motivo, spiegato di seguito, riguarda di fatto anche lo stadio Iacovone.

Dunque, in un progetto di finanza (project financing), il Comune non ha assolutamente l’obbligo di investire delle risorse finanziarie proprie. Detto questo, il cuore di un partenariato pubblico privato (Ppp) è proprio il finanziamento totale o parziale a carico del partner privato. Nel primo caso, quello in cui non ci siano fondi comunali (totale autofinanziamento), l’opera viene costruita e gestita dal privato, che copre l’intero costo dell’investimento e ottiene il ritorno economico con i ricavi della gestione (ad esempio, da biglietti e sponsorizzazioni). Quello con un contributo pubblico (cofinanziamento), invece, ha ragion d’essere se il Piano economico finanziario (Pef) dimostra che l’impianto non si ripaga da solo e in, quel caso, il Comune può decidere di stanziare delle risorse proprie o accedere a fondi di finanziamento (ad esempio, dal Credito sportivo, bandi regionali o nazionali). L’eventuale contributo pubblico, infatti, serve a garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, ma non è un obbligo di partenza. Molto spesso, infatti, l’investimento dell’ente locale si limita a concedere il diritto di superficie o l’uso dell’immobile pubblico per un determinato numero di anni, senza però un esborso di cassa.