Le persistenti tensioni geopolitiche, l'instabilità delle catene di approvvigionamento e le spinte inflazionistiche creano un clima di incertezza che impone alle imprese una profonda riflessione sulle proprie strategie di sviluppo.
Tuttavia, l'immobilismo o il ripiegamento sui soli mercati domestici rappresentano un rischio elevato. Le realtà capaci di mantenere un trend di crescita nel tempo sono quelle che hanno eletto l'internazionalizzazione a pilastro strategico. Anche se il successo non è scontato: la penetrazione commerciale deve essere sostenuta da una qualità di prodotto senza compromessi, un elemento che per il modello manifatturiero italiano rappresenta il principale fattore di differenziazione e competitività rispetto a competitor orientati su logiche di puro prezzo.
Il fattore estero come scudo contro la volatilità
Un esempio concreto è offerto dal percorso di Pettenon Cosmetics Società Benefit, gruppo della cosmetica professionale che ha chiuso l'esercizio 2025 con ricavi consolidati a 182,3 milioni di euro e una marginalità al 19% (pari a 34,2 milioni). In un anno caratterizzato da una forte volatilità dei consumi, la tenuta dei margini e la generazione di cassa operativa positiva sono state sostenute anche dalla quota di fatturato generata oltreconfine, che ha raggiunto il 67% del totale.












