L’export spinge non solo la crescita delle imprese italiane, ma anche la loro fiducia nel futuro. Il contesto internazionale è quello che conosciamo: dazi e politiche protezionistiche, tensioni geopolitiche, blocco o rallentamento delle forniture e aumento dei costi delle materie prime e dell’energia.
Eppure, le aziende italiane presenti all’estero confermano che il made in Italy mantiene la propria forza competitiva, grazie alla sua reputazione di qualità, stile e affidabilità e, per questo, mantengono le proprie intenzioni di investimento.
È quando emerge dall’Osservatorio Assocamerestero 2026, realizzato attraverso la rete delle Camere di commercio Italiane all’Estero, con indicazioni raccolte da mercati europei, asiatici, africani, americani e dell’area Australia-Pacifico.
Il sondaggio è stato elaborato in una fase di forte instabilità geopolitica ed economica, segnata da tensioni commerciali, incertezza sui dazi, volatilità dei costi energetici e nuove tensioni nelle aree strategiche per gli scambi internazionali. E questo si riflette nella consapevolezza che «il contesto in cui imprese ed esportatori italiani sono chiamati a muoversi è sempre meno lineare. La domanda resta favorevole, ma il vantaggio competitivo non può più fondarsi soltanto sulla forza del prodotto», si legge nella ricerca.






