Neanche i dazi e le tensioni geopolitiche fermano il Made in Italy. Anzi, l’export torna ad accelerare su base annua segnando una crescita del 9,8% in valore e del 5,1% in volume, mentre rispetto a giugno cresce dell’1,6% dopo essere cresciuto del 4,1% tendenziale a maggio ma con un calo del 2,4% in volume. Anche su base mensile il quadro resta positivo, con un +1,6% rispetto a maggio, ma il risultato risente di alcune operazioni straordinarie nella cantieristica navale. Al netto di queste, la crescita congiunturale sarebbe dello 0,5% e quella tendenziale dell’8,7%.

La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati Ue (+15,1%) rispetto a quelli extra Ue (+4,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 13,2% in valore, più intensa per l’area extra Ue (+18,7%) rispetto a quella Ue (+9,1%); in volume, le importazioni aumentano del 2,8%. La crescita dell’export è estesa a quasi tutti i settori, ad eccezione dei mobili (-2,2%). Il paese che fornisce il contributo positivo maggiore è la Germania (+22,9%), che si conferma il primo mercato per l’export italiano. Un aumento, puntualizza l’Istat, "influenzato da vendite di mezzi di navigazione marittima", senza le quali l’aumento si fermerebbe a +5,4%.