A giugno impennata delle esportazioni su base annua (+9,8%), per effetto della spinta arrivata dalla vendita di navi all’estero. Germania primo mercato, ma risorge anche la Cina. I ministri Urso e Tajani brindano
Il made in Italy che piace al mondo corre veloce e assomiglia molto alla prora di una nave. A pochi giorni da Ferragosto rimbalza tra le stanze del governo un dato sorprendente: lo scorso mese di giugno l’export italiano è aumentato del 9,8% su base annua e dell’1,6% nel confronto mensile. Un’accelerazione che, se unita a quella registrata tra gennaio e maggio 2026 porta il conto del primo semestre a +4,5% (nei primi sei mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge così i 24,5 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai 22,8 miliardi dello stesso periodo del 2025).
Ora, per stessa ammissione dell’Istat, che ha diffuso le stime sulle esportazioni italiane, “a giugno, la dinamica positiva dell’export è in parte influenzata dalle vendite a elevato impatto della cantieristica navale”. Tanto che, “al netto di queste, si stima un aumento congiunturale più contenuto e una crescita tendenziale relativamente meno sostenuta (+8,7%)”. Questo significa che le sole vendite di navi italiane, costruite da Fincantieri, hanno impattato per oltre un punto percentuale sul monte export.









