Politiche europeeMa sul bilancio resta il nodo delle risorse. Dal 1° luglio la Presidenza irlandese assumerà ufficialmente la guida dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale 2028–2034di Roberta Capozucca28 giugno 2026Per la prima volta nella storia europea, Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Unione Europea hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta sulla cultura, assumendo un impegno politico comune e senza precedenti a sostegno del settore culturale e creativo. Il documento, intitolato “Europe for Culture, Culture for Europe” e adottato il 18 giugno 2026, riconosce la cultura come componente strategica del progetto europeo e ne riafferma il ruolo nella promozione della diversità culturale e linguistica, nonché nell’integrazione delle politiche culturali nelle principali aree di intervento dell’Unione. Tra gli elementi più significativi della dichiarazione figurano il riconoscimento della libertà artistica come priorità strategica e l’affermazione dell’accesso alla cultura quale presupposto essenziale per società democratiche, inclusive e fondate sul rispetto dei diritti culturali.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIDietro l’ampia convergenza politica, tuttavia, il testo adottato lascia intravedere alcune tensioni che riflettono il dibattito ora in corso a Bruxelles sul futuro del sostegno europeo al settore culturale. Durante negoziato interistituzionale, infatti, una delle prime versioni della dichiarazione conteneva un esplicito riferimento alla necessità di garantire risorse continuative e dedicate alle industrie culturali e creative. Nella formulazione definitiva, invece, quel passaggio è stato sostituito da un richiamo più generale alla sostenibilità del comparto, da perseguire attraverso la diversificazione delle fonti di finanziamento e l’esplorazione di nuovi strumenti di sostegno. Una modifica che va ben oltre il piano semantico e che assume particolare rilievo nel momento in cui Bruxelles è impegnata nella definizione del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.E, mentre prende forma AgoraEU 2028-2034, destinato a raccogliere l’eredità degli attuali programmi di sostegno ai settori culturali e creativi, si attende di capire se l’impegno politico assunto nella dichiarazione congiunta troverà riscontro nelle prossime scelte di bilancio, che assicurino al comparto culturale e creativo un ruolo effettivo tra le priorità dell’Unione europea.Cos’è AgoraEU?Con la proposta del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, presentata il 16 luglio 2025, la Commissione europea punta a ridisegnare l’architettura del bilancio comunitario all’insegna della semplificazione e della concentrazione delle risorse. Tra le principali novità figura AgoraEU, un nuovo programma che accorperà in un unico quadro di finanziamento gli attuali programmi Europa Creativa e CERV (Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori). L’obiettivo di questa fusione non è soltanto superare la frammentazione degli strumenti esistenti, ma anche creare maggiori sinergie tra cultura, media e partecipazione civica, nella convinzione che questi ambiti concorrano congiuntamente al rafforzamento della democrazia europea e della resilienza sociale. Questa scelta, che riflette infatti una visione progressivamente consolidata negli ultimi anni, trova piena espressione nel “Culture Compass for Europe” il documento di indirizzo strategico, presentato dal Commissario UE Glenn Micallef lo scorso novembre proprio con l’obiettivo di orientare le politiche culturali del prossimo settennio programmatico. Come si legge nel testo del documento di indirizzo, la cultura non è soltanto un settore economico, ma è un’infrastruttura democratica capace di favorire il dialogo, il pluralismo e la coesione sociale. In questa prospettiva, AgoraEU ne rappresenta l’evoluzione operativa: uno spazio in cui cultura, informazione e cittadinanza attiva contribuiscono a rafforzare il progetto europeo comune attraverso il dialogo e la partecipazione.Con l’approvazione del mandato parziale del Consiglio dell’Unione europea a metà maggio, l’architettura del programma AgoraEU appare ormai delineata, anche se le questioni finanziarie restano ancora oggetto di confronto nell’ambito dei negoziati sul Quadro finanziario Pluriennale. Il programma sarà articolato in tre pilastri principali:
Europa e cultura, intesa storica tra le istituzioni UE
Ma sul bilancio resta il nodo delle risorse. Dal 1° luglio la Presidenza irlandese assumerà ufficialmente la guida dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale 2028–2034










