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Mercoledì 1° luglio la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea passa da Cipro all’Irlanda, che la terrà per i prossimi sei mesi. L’ultima presidenza irlandese era stata nel 2013 e da allora l’Irlanda è cambiata completamente.

Il Consiglio dell’Unione Europea è l’organo composto da una o un rappresentante del governo per ogni paese dell’Unione, che cambia in base al tema di cui si discute (per esempio, in caso di temi economici riunisce i ministri dell’Economia).

La presidenza cambia ogni sei mesi a turni e secondo un calendario prestabilito: detenerla è un’occasione soprattutto per i paesi più piccoli, perché consente di influenzare temporaneamente i lavori di uno dei due organi legislativi dell’Unione (l’altro è il Parlamento Europeo). È anche un momento di visibilità per il paese presidente, che ospita alcune riunioni tra ministri, diplomatici e altri rappresentanti delle istituzioni: nei prossimi mesi in Irlanda ne sono previste 280.

Nel 2013 l’Irlanda stava cominciando a riprendersi da una grave crisi economica. Era stato il primo paese europeo a entrare in crisi, ancora prima di quella globale del 2008, per via di una bolla immobiliare, ed era stato costretto ad adottare misure di austerità economica. La presidenza del 2013, proprio per le condizioni in cui era l’Irlanda quando l’assunse, era stata soprannominata dai diplomatici «presidenza dell’acqua di rubinetto», alludendo all’allestimento frugale e improntato al risparmio. Per esempio, le spese per la presidenza del 2013 furono metà della volta prima, nel 2004.