L’Irlanda assume la guida semestrale del Consiglio dell’Unione Europea. Con un budget triplicato rispetto al passato e un solido surplus finanziario, Dublino dovrà mediare su dossier cruciali: dalle nuove sanzioni contro la Russia al bilancio pluriennale, passando per le tensioni commerciali internazionali e l’allargamento dell’Unione. Nicosia passa il testimone a Dublino: dal 1° luglio, l’Irlanda ha assunto la presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione Europea, subentrando a Cipro. Spetterà ora al Paese del Trifoglio guidare i complessi negoziati tra i 27 Stati membri fino alla fine dell’anno: in programma oltre 280 riunioni diplomatiche e ministeriali in un quadro geopolitico ed economico denso di incognite, dove i conflitti alle porte dell’Europa e le turbolenze sui mercati globali impongono agende serrate e compromessi delicati per rafforzare le difese, la democrazia e il mercato interno del blocco continentale. COME ARRIVA DUBLINO ALL’APPUNTAMENTO L’Irlanda di oggi è profondamente mutata rispetto a quella che nel 2013 affrontò la cosiddetta “presidenza dell’acqua di rubinetto”, un semestre frugale segnato dalle rigide misure di austerità post-crisi. Attualmente il Paese vanta il secondo Prodotto interno lordo pro capite dell’Unione e nel 2025 ha registrato un surplus fiscale stimato in oltre 12 miliardi di euro. L’attuale ministro delle Finanze, l’ex primo ministro Simon Harris, ha stanziato ben 293 milioni di euro per l’organizzazione del semestre, una cifra quasi tripla rispetto agli Stati che lo hanno preceduto, secondo i calcoli de Il Post. Un terzo di questa cifra verrà destinato a rafforzare la sicurezza in vista di appuntamenti particolarmente sensibili, come il vertice della Comunità Politica Europea previsto a novembre: una tendenza inedita per un paese storicamente neutrale, ma che ha già investito quasi due miliardi di euro per potenziare le difese aeree dopo l’avvistamento di droni sospetti durante l’ultima visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il quale ha presenziato alla cerimonia di apertura della presidenza irlandese, a testimonianza dell’impegno di Dublino al fianco di Kiev, con cui ora medita di cooperare proprio nel settore dei droni. L’AGENDA DELL’IRLANDA PER LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO EUROPEO Come sottolineato dall’attuale Taoiseach, il primo ministro irlandese Micheál Martin, l’impegno di Dublino per la Presidenza del Consiglio UE poggia su cinque pilastri fondamentali volti a garantire competitività economica, tutela dei valori democratici e sicurezza continentale. Il primo e urgente banco di prova riguarda il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, da approvare entro il 15 luglio per evitare un insostenibile e automatico innalzamento del tetto al prezzo del petrolio russo. La mediazione irlandese dovrà necessariamente superare il veto preannunciato dal primo ministro bulgaro Rumen Radev, fermamente contrario all’inclusione nelle liste sanzionatorie di vertici ortodossi e specifici magnati dell’energia. L’ALLARGAMENTO A EST: UCRAINA, MOLDOVA, MONTENEGRO Contestualmente, la presidenza intende far progredire in modo netto l’allargamento dell’Unione sbloccando i capitoli negoziali con Ucraina e Moldova. Un obiettivo che richiederà un delicato lavoro diplomatico per mitigare le resistenze del nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar, oltre al coordinamento della stesura del trattato di adesione per il Montenegro, destinato a diventare un modello per i futuri ingressi. IL BILANCIO DELL’UNIONE C’è poi il dossier del bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. Dopo la bocciatura del piano cipriota da parte dei Paesi nordici, Dublino dovrà formulare in autunno un nuovo compromesso sulle allocazioni finanziarie e sulle nuove risorse proprie comunitarie. La proposta irlandese dovrebbe essere presentata in autunno e rappresenterà la base delle trattative finali tra i leader europei, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa entro la fine dell’anno per evitare pericolose sovrapposizioni con le cruciali elezioni nazionali del 2027 in numerosi Stati membri. GESTIRE LE TENSIONI COMMERCIALI INTERNAZIONALI Inoltre, l’Irlanda avrà l’ingrato compito di mantenere compatte le capitali europee davanti all’ipotesi di ritorsioni da parte del presidente statunitense Donald Trump, che minaccia massicci dazi contro i Paesi che tassano i servizi digitali, gestendo parallelamente l’imminente scadenza imposta da Bruxelles a Pechino per riequilibrare l’importazione di merci cinesi a basso costo. RAFFORZARE IL MERCATO UNICO E LA COMPETITIVITÀ EUROPEA L’ultima grande priorità riguarda il rilancio della competitività economica dell’Unione europea attraverso il completamento del mercato unico. Durante il semestre irlandese dovranno avanzare numerosi provvedimenti legislativi inseriti nella strategia “One Europe, One Market Roadmap”. Tra questi figurano l’Unione del risparmio e degli investimenti, il Cybersecurity Act, il cosiddetto “28º regime” per semplificare l’attività delle imprese a livello europeo e il progetto dell’euro digitale. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’Industrial Accelerator Act, la proposta destinata a rafforzare la produzione europea introducendo criteri più stringenti per l’accesso delle imprese straniere agli appalti pubblici e agli investimenti strategici. IL PUNTO CRITICO: IL RAPPORTO CON I COLOSSI TECH L’Irlanda è anche la sede europea delle più grandi multinazionali tecnologiche al mondo, da Meta ad Apple, da Google ad Amazon, che hanno contribuito massicciamente al risollevamento del Paese, tra le primissime vittime della crisi del 2008. Tale dipendenza potrebbe costituire un problema nei prossimi negoziati europei sull’intelligenza artificiale e sui regolamenti digitali. Perplessità che si acuiscono se si considera che la Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) è guidata oggi dall’ex lobbista di Meta Niamh Sweeney. Sul fronte delle tensioni con la Russia, tiene banco inoltre il caso di Aughinish Alumina, enorme raffineria locale accusata di legami commerciali indiretti con l’industria bellica russa.