Motori spenti, i corrieri Amazon pisani non consegnano. Il terzo sciopero dei driver nella città della Torre pendente mette a nudo una realtà fatta di fatiche quotidiane, ritmi di lavoro insostenibili, e una precarietà di fronte alla quale le rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori si infrangono come onde del mare su una fortezza inespugnabile. In un’economia stagnante, una delle poche certezze rimaste è il commercio on-line. Tutto quello che desideri in pochi giorni, addirittura in ventiquattr’ore, direttamente a casa tua. Se poi non sei soddisfatto perché c’è qualche difetto, oppure ci hai ripensato, hai un mese di tempo per restituirlo.

I corrieri Amazon fanno ormai parte del paesaggio urbano, con i loro furgoni carichi di pacchi che battono strade e piazze delle città e dei paesi. A quale prezzo? Marco Atzori, che sulle consegne dell’ultimo miglio potrebbe scrivere una tesi universitaria, è soddisfatto della mobilitazione che ha bloccato ancora una volta la distribuzione dei pacchi Amazon al polo logistico di Montacchiello. “I servizi dell’ultimo miglio non vengono effettuati direttamente dalla multinazionale – spiega – ma affidati a società terze che gestiscono la logistica locale e le consegne”. I driver, gli autisti, sono dipendenti di queste ditte appaltatrici che gestiscono il personale e l’organizzazione dei turni, mentre Amazon si occupa delle rotte e dell’assegnazione dei carichi, smistandoli a questo o a quel corriere.