PORTOGRUARO - C'è un cortocircuito invisibile, ma pesantissimo, che da giorni sta agitando le serate dei consumatori e dei lavoratori di Portogruaro. Chiunque abbia provato ad aprire l'applicazione Deliveroo per ordinare un panino dal noto fast food McDonald's della città si sarà imbattuto, con sistematica frequenza, in una schermata inequivocabile: locale chiuso o temporaneamente non disponibile. Una situazione anomala per un colosso della ristorazione veloce che ha spinto la comunità dei rider locali a rompere il silenzio e a lanciare una durissima accusa pubblica attraverso i canali social.
LA DENUNCIA La denuncia, diventata rapidamente virale nei gruppi cittadini, solleva il velo su una realtà fatta di tensioni sotterranee, turni estenuanti e dinamiche lavorative al limite della tollerabilità. Secondo quanto riferito dai fattorini delle consegne a domicilio, la chiusura del canale digitale non sarebbe dovuta a un guasto tecnico, bensì "a una precisa scelta punitiva da parte della direzione del locale, scattata a seguito delle legittime rimostranze dei lavoratori per i tempi d'attesa accumulati davanti alle cucine"."Buongiorno, visto le tante richieste giornaliere siamo costretti a rendere pubblico il motivo per cui vedete il McDonald's chiuso in app spiegano i rider nel loro sfogo collettivo . Il motivo è semplice, il McDonald's di Portogruaro ha deciso di spegnere il terminale e impedirvi di ordinare perché noi rider ci siamo permessi addirittura di lamentarci per le attese infinite per ritirare gli ordini". Il cuore della protesta tocca uno dei nodi più sensibili della cosiddetta gig economy: il pagamento a cottimo della singola consegna, che trasforma ogni minuto passato a vuoto in una perdita economica netta per il lavoratore. Le cifre fornite dai rider di Portogruaro descrivono una situazione insostenibile dal punto di vista della gestione del tempo. Si parla infatti di "18 minuti in settimana e oltre un'ora di attesa non pagata il fine settimana". Sessanta minuti o più trascorsi sul marciapiede, in piedi, ad aspettare che un sacchetto venga passato attraverso lo sportello, senza che la piattaforma o il ristorante riconoscano un solo centesimo di indennizzo per quel blocco forzato. RITORSIONI Da qui nasce la rabbia verso quella che viene percepita come una vera e propria ritorsione aziendale: "Ci ha messo in punizione, impedendovi di ordinare e a noi di lavorare", incalzano i fattorini. Il meccanismo del food delivery imporrebbe una sincronia perfetta: l'applicazione stabilisce un orario di ritiro per la cucina e una tabella di marcia rigida per la consegna al cliente. Un meccanismo che a Portogruaro sembra essersi inceppato del tutto. "Loro per qualche motivo sconosciuto se ne fregano continuano i lavoratori sarà l'incapacità totale di organizzarsi il lavoro e formare in modo adeguato il personale che non ha colpe, esegue solo i comandi dei superiori in camicia". Una puntualizzazione importante, quest'ultima, che tende a scagionare i giovani dipendenti del fast food, spesso coetanei dei rider e sottoposti a ritmi parimenti stressanti, per puntare il dito direttamente contro il management locale e i quadri direttivi. L'amarezza dei rider si fa ancora più profonda quando si allarga lo sguardo alle condizioni strutturali del settore. Nel post viene citata esplicitamente la situazione giudiziaria della multinazionale delle consegne: "Non basta essere sfruttati e sottopagati da Deliveroo, che per questo è indagato dalla procura di Milano, dobbiamo anche subire i dispettucci ridicoli di una catena come il McDonald's". Il riferimento è alle inchieste che a livello nazionale stanno cercando di fare luce sui contratti dei ciclofattorini e sulle tutele reali ad essi applicate. Nonostante il muro contro muro, la flotta dei rider di Portogruaro assicura che non abbasserà la testa.







