Oggi è una giornata di protesta per i corrieri di Amazon in presidio davanti al magazzino di Burago. Lo sciopero punta a replicare il successo del primo, a inizio giugno. Al centro della mobilitazione promossa dall’Usb, "c’è la gestione di Dea, l’azienda che opera in appalto in Brianza", spiega la sigla. I sindacati denunciano una pesante "escalation repressiva fra licenziamenti e contestazioni disciplinari mirate a colpire i driver più attivi. Un clima aggravato dal rifiuto ad aprire un confronto diretto". Per l’Unione sindacale di base, tuttavia, le responsabilità sono condivise: "Amazon non può chiamarsi fuori — sottolinea la Federazione monzese —. Come committente ha precise responsabilità sulla filiera da cui trae profitto. Non si possono scaricare i costi di questo modello sui lavoratori". Da qui la richiesta d’intervento alla Prefettura di Monza per l’apertura di un tavolo urgente che coinvolga anche il colosso dell’e-commerce.
La tensione a Burago ricalca dinamiche già viste sul territorio, dalle storiche contese alla Granarolo di Usmate Velate fino al recente caso della STMicroelectronics ad Agrate, al centro di polemiche dopo il licenziamento per giusta causa di una delegata. Il sindacato Usb avverte: la mobilitazione dei corrieri continuerà a oltranza fino a quando non arriveranno risposte concrete. Un altro sciopero dei driver, proclamato, da Filt-Cgil, si terrà, invece, venerdì sempre con picchetto davanti al magazzino buraghese. Alla base, "problemi legati alla saturazione delle rotte di consegna, al mancato rispetto degli accordi di secondo livello, alle differenze retributive tra lavoratori e agli elevati carichi di lavoro". Anche in questo caso fra le contestazioni ci sono "frequenti procedure disciplinari illegittime".







