Non c’è l’unanimità. Roberto Soffritti avrà uno spazio pubblico dedicato alla sua memoria e a quello che ha rappresentato per la nostra città. Così come lo avrà Nino Cristofori, il sottosegretario (e ministro) che assieme al Duca fece riqualificare le mura rinascimentali. E molto altro. Marzia Marchi, capogruppo pentastellata, non ci sta: "I meriti di Soffritti sono veri, ma ci sono anche tante ombre: dalla Costruttori al Palaspecchi, fino a Cona". Non bastano i bellissimi ricordi che fanno in Consiglio prima Davide Nanni (che ha letto la mozione per intitolare uno spazio all’ex sindaco per 16 anni) e poi Massimo Buriani che si incarica di fare un excursus tra lo storico e l’emotivo. La pentastellata non sente ragione e invita a intitolare "vie o spazi pubblici a personaggi non divisivi, come i costituenti". Operazione che, poco fa, è stata fatta per ricordare i costituenti ferraresi. Con un documento – così come per Cristofori e Soffritti – condiviso da maggioranza e opposizione. Peraltro, al di là della presentazione del curriculum dell’ex ministro democristiano fatta dalla capogruppo dem Anna Chiappini, prezioso l’intervento del collega Pd Enrico Segala che calca la mano sulla "collaborazione istituzionale" al di là degli schieramenti, come "eredità preziosa di Cristofori". Qui l’esponente del M5S vota contro. Ma il passaggio più controverso è un altro. "Non credo – dice Marchi – che l’intitolazione a Soffritti incarni un sentimento comune di tutta la cittadinanza nonostante l’entusiastica approvazione del sindaco attuale, il quale forse spera di inaugurare un precedente per la futura, e speriamo lontanissima, dipartita degli ex sindaci". L’assessore alla Cultura Marco Gulinelli sbotta: "Lei si deve vergognare, ha fatto un intervento scandaloso". Lei replica che si trattava di "ironia". A ironia, il primo cittadino – sui social – risponde con sarcasmo. "Per Marchi avrei deciso di accettare questa intitolazione per auspicare lo stesso trattamento quando morirò. Ho espresso stima e apprezzamento per Soffritti, la buona politica sa mettere da parte gli schieramenti quando si tratta di riconoscere il valore umano, istituzionale e l’impegno dedicato alla propria città. Credo che Roberto questo riconoscimento lo meriti tutto. A pensarci bene, però, una statua forse me la meriterei davvero. Ma solo per aver ascoltato fesserie come questa durante il mio mandato".