Margherita Ferro è un fiume in piena. Incontra i giornalisti a poco più di 24 ore dal voto con cui il Consiglio comunale l’ha sfiduciata, interrompendo il mandato amministrativo con 11 mesi di anticipo sulla naturale cessazione del periodo di governo. E fa ancora più male, il voto, perché proposto da 8 consiglieri «sino al giorno prima in maggioranza e che poi, di fatto, hanno con quest’atto sfiduciato anche il loro operato in amministrazione, pure attraverso i loro rappresentanti in Giunta».

La frana politico-amministrativa ha avuto inizio il giorno in cui, circa 3 settimane fa, la sindaca annunciò l’adesione alla Lega — area Sammartino forse, si dice in giro, per una candidatura alle Regionali della Ferro. «La storia della adesione alla Lega… è solo una foglia di fico dietro cui si nascondono… e poi un Comune come Aci Catena, peraltro in dissesto, penso che abbia bisogno di un supporto politico proprio per intercettare i finanziamenti che consentano all’ente di modificarsi in meglio, malgrado la situazione economica che ho trovato. Ma mi chiedo quale sia stato il supporto politico dato a questa Amministrazione dagli altri deputati?» ricostruisce l’ex prima cittadina.

«Fermo restando che non sono mai andata con il cappello in mano per le segreterie politiche: la mattina mi alzavo con il programma fatto con la mia testa e la mia coscienza, per questo paese». Margherita Ferro rigetta le accuse piovute dai banchi occupati dagli ex consiglieri di maggioranza, secondo cui la professoressa avrebbe agito al governo senza il preventivo confronto, sui temi amministrativi, con i movimenti che costituirono l’ampia coalizione. «Le consultazioni con i consiglieri le ho fatte: sino al giorno prima il vicesindaco era con me per parlare del cimitero, poi la mozione» ricorda la Ferro che continua a parlare di regia esterna. «Sicuramente - dice - con la partecipazione dei consiglieri che vogliono rifarsi una verginità politica così tutte le colpe saranno addossate alla sindaca».