di Lucia Espositomartedì 30 giugno 2026toghe (Archivio)1' di letturaLe migliaia di aspiranti magistrati che la settimana scorsa hanno partecipato al concorso per quattrocentocinquanta posti hanno ricevuto una fulminea lezione pratica: una dimostrazione concreta di violazione di atti secretati e fuga di notizie. Le tracce del tema di diritto penale circolavano già il giorno prima della prova perché alcuni candidati hanno adocchiato sui banchi della commissione dei foglietti con l’indicazione dei reati che sarebbero stati trattati (“devastazione e saccheggio”, traccia poi non estratta).Il quadro è sublime: da un lato magistrati fatti e finiti che violano la legge diffondendo i temi; dall’altro aspiranti toghe che, mosse da una commovente generosità cristiana, condividono la soffiata con gli amici invece di denunciare. Ora la palla passa alla Procura di Roma. Risultato? Magistrati che dovranno indagare su altri magistrati per illeciti commessi ai danni dei futuri magistrati. Uno straordinario cortocircuito giudiziario. Ma non temete: la colpa della fuga di notizie sarà comunque di avvocati e giornalisti.