Alcuni partecipanti all’ultimo concorso in magistratura hanno potuto “sbirciare” le tracce di diritto penale il giorno prima della prova. È la denuncia che sta avvelenando la selezione per 450 posti di magistrato ordinario indetta lo scorso ottobre, le cui prove scritte si sono svolte la settimana scorsa alla Fiera di Roma. Da due giorni i gruppi WhatsApp delle aspiranti toghe ribollono per una presunta serie di irregolarità e stranezze nella procedura, con un episodio in particolare confermato da più testimonianze: mercoledì, durante la prova di diritto civile, le tracce del tema di penale, in programma il giorno successivo, sarebbero state leggibili su un foglio presente sul banco della commissione d’esame in uno dei padiglioni. E ciò anche se, in teoria, le stesse tracce avrebbero dovuto essere elaborate dai commissari soltanto la mattina dopo. Così, a sera, sulle chat dei concorsisti si rincorrevano le indiscrezioni sul reato di “devastazione e saccheggio“, poi effettivamente oggetto di una delle due tracce non estratte (quella estratta riguardava invece la bancarotta fraudolenta). Un bubbone scoppiato pubblicamente venerdì 26 giugno della prova di diritto amministrativo (l’ultimo dei tre scritti) quando un gruppo di candidati ha denunciato l’accaduto: a quanto riferiscono i presenti, i commissari si sono riuniti in disparte senza fornire spiegazioni chiare, per poi annunciare dopo oltre un’ora che la segnalazione era stata verbalizzata e trasmessa alla Procura di Roma. Il concorso però è stato fatto proseguire, seppur in un clima di altissima tensione, con la dettatura della traccia di amministrativo accompagnata da fischi e grida “vergogna”.
"La traccia di Diritto penale anticipata in chat": denunce e tensioni al concorso per magistrati. E il caso finisce in Procura
Secondo varie testimonianze, gli argomenti del tema sono stati "sbirciati" il giorno prima








