PORDENONE - Spenti i riflettori sulla grande manifestazione di giovedì a Pordenone, l'attenzione si sposta ora sul primo dei cinque incontri previsti per affrontare nel merito la vertenza Electrolux: quello del 25 giugno. È il momento in cui il gruppo dovrà finalmente chiarire quali siano le proprie richieste e quali margini di manovra ritenga praticabili. Ad oggi, i contorni del piano sono noti: 3.000 esuberi a livello globale, di cui 1.719 in Italia, mentre gli altri riguardano Ungheria, Cile e Stati Uniti. L'azienda prevede, da questa riduzione di organico e dalla revisione della propria presenza produttiva nel mondo, risparmi strutturali per 127 milioni di euro l'anno a partire dal terzo anno. Applicando un criterio proporzionale al peso dell'Italia nel totale degli esuberi, la quota italiana può essere stimata tra i 70 e gli 80 milioni di euro annui. A fronte di questi risparmi, Electrolux ha già contabilizzato oneri di ristrutturazione per 2,4 miliardi di corone svedesi (circa 218 milioni di euro) che impatteranno sulla seconda trimestrale 2026. Di questi, circa 125 milioni sono riconducibili all'Italia: costi straordinari che l'azienda eviterebbe se rinunciasse ai tagli, anche se non si tratta di risparmi immediatamente "in cassa". Il gruppo ha sospeso il piano presentato a maggio e si è dichiarato disponibile a valutare alternative. Ma è evidente che le alternative potranno nascere solo da richieste precise: per questo, il 25 giugno Electrolux dovrà dettagliare misure, obiettivi e risparmi attesi, così da consentire un confronto concreto su come raggiungere il risultato senza licenziamenti né trasferimenti di produzioni.
Electrolux, le strade per sopravvivere tagliando i costi
PORDENONE - Spenti i riflettori sulla grande manifestazione di giovedì a Pordenone, l'attenzione si sposta ora sul primo dei cinque incontri previsti per affrontare nel merito la...








