PORDENONE - Altra fumata nera all'Electrolux di Porcia. Le assemblee di ieri in fabbrica non hanno consegnato il mandato a firmare alle Rsu in calce alla proposta di accordo sugli straordinari. Non è stato un voto a sancire il "no" ma il dibattito acceso, protrattosi per poco meno di due ore, delle quali solo una era retribuita, con le voci dei contrari all'accordo sovrastanti rispetto a quelle di chi si era dichiarato favorevole. Da qui la mossa successiva: la consultazione. Un referendum, dunque, per "contare" i favorevoli e i contrari all'intesa, e agire di conseguenza.

Non solo, da parte dei segretari di Fim Fiom e Uilm, Gianni Piccinin, Simonetta Chiarotto e Roberto Zaami, l'impegno a chiedere all'azienda di agire rispetto ai problemi tecnici e organizzativi che troppo spesso rallentano o bloccano la produzione (l'ultimo in ordine di tempo lunedì) e dare sostanza al modello partecipativo Electrolux. La consultazione si svolgerà oggi dalle 11 alle 14.30 e lo spoglio delle schede è previsto per le 16. L'esito del voto stabilirà anche l'esito della trattativa, e quindi la firma dell'intesa o la sua definitiva archiviazione.

«Le assemblee sono state difficili e complesse e hanno reso palese il disagio causato dai problemi sia tecnici che organizzativi spiega Simonetta Chiarotto, segretaria della Fiom -. Sia chiaro che i lavoratori vogliono realizzare i volumi richiesti (22 mila da qui a fine anno di cui 12 mila di recupero e 10 mila per rispondere a nuovi ordini, ndr) ma chiedono all'azienda di essere posti nelle condizioni di lavorare bene». È ritornata la richiesta del ripristino del lavoro a turno, al posto di quello a giornata, di interventi sull'organizzazione e sui problemi tecnici che causano i fermi alle linee. Chiarotto conviene sul fatto che «con i volumi attuali e con l'organico presente, non tutte le linee potrebbero andare a turno, ma alcune sì. Oppure andrebbero fatte nuove assunzioni». Dal punto di vista aziendale è intuibile che assetti produttivi diversi dall'attuale, e che impattano sui costi, non sono sostenibili in assenza di certezze di medio periodo sui volumi, e da qui era arrivato il "no" di Porcia al doppio turno.