Ferrara, 30 giugno 2026 – Controversa la morte sui cieli di Tobruk, assieme a un altro ferrarese. Divisivo in eterno il lascito alle latitudini delle sue origini. Italo Balbo continua a far discutere animatamente una parte di città che non ne vuole sapere di ospitare un evento dedicato al quadrunviro, benché in chiave storica. Il casus belli è il Festival delle Città identitarie in programma da giovedì a domenica. Ciò che ha incendiato il dibattito è il primo panel in programma.
Un viaggio da Lucrezia Borgia a Italo Balbo, finendo con MichelangeloAntonioni. Sul palco, assieme al presidente della fondazione Città Identitarie Edoardo Sylos Labini, il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri. All’indomani della presentazione della kermesse, la levata di scudi è stata imponente. Tutte le forze della sinistra, il sindacato, l’associazionismo, i movimenti civici, l’istituto Gramsci. Presentazione del Festival delle città identitatie, Edoardo Sylos Labini
A nulla sono servite le rassicurazioni, consegnate al nostro giornale, del custode della memoria di D’Annunzio: "Parleremo di Balbo trasvolatore, di colui che donò al mondo l’aviazione civile. Colui che fece imprese impensabili perl’epoca e che, di fatto, consegnò all’Italia l’aeronautica militare. Non ci sarà alcuna riabilitazione del gerarca fascista”.






