Viene quasi voglia di difenderlo, questo Matteo Renzi messo in attesa dal servizio clienti del burbanzoso campo largo. Specie dopo tutta la fatica che ci ha messo per diventare il portavoce ombra dell’opposizione, a volte riservando agli avversari il trattamento – e questa è la nota davvero stonata che non piace soprattutto ai sostenitori che lo hanno appoggiato per anni – che avevano riservato a lui. E vabbè. Sono tutti lì a maramaldeggiare, in quest’estate infernale che ricorda quella del 2003, non per motivi politici, macché, per il caldo.
La foto del "campo largo": Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli
Maramaldeggia Beppe Conte, leader del M5S: Renzi dentro o fuori?, gli chiede Repubblica: “Prima il programma, poi parleremo anche del resto”. Maramaldeggia persino Nicola Fratoianni, che insieme ad Angelo Bonelli forma la coppia dei Sussi & Biribissi della sinistra italiana: “È normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l’onere di fare un passo avanti”, ha detto riferendosi alla ormai famigerata foto postprandiale di qualche giorno fa, quella in cui Renzi non c’era. Maramaldeggia pure Bonelli, per il quale l’area riformista non ha ancora trovato una sua organizzazione, una sua “sintesi”, quindi non è che il blocco unico del campo largo può mettersi a fare il lavoro sporco per gli altri. Il che è pure vero, basti vedere queste uscite alla spicciolata di chi non vuole più stare nel Pd ma non ha un progetto definito; viene però da chiedersi quale sia la sintesi di Pd, M5S e Avs, visto che basta una patrimoniale o il sostegno a Kiev per sottolineare le divergenze dentro CL (nel senso di campo largo).










