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Il tempo è scaduto. Renzi deve continuare a fare l’ospite indesiderato oppure lasciare una casa, ormai sempre più stretta e scomoda. Quel "riformismo-rottamatore", che lo ha portato a scalare le istituzioni e a ergersi come assoluta novità nel panorama politico, sembra non funzionare più a certe latitudini. Ecco perché Matteo deve scegliere se accontentarsi di qualche seggio in Parlamento o esplorare nuovi lidi per candidarsi a “padre nobile” di un’area, andando oltre quegli steccati che non ti consentono di ambire a “ruoli elevati”. Vedi Europa che conta.

A metterlo quasi alla porta, intanto, è il presidente del M5S. Giuseppi, al forum del quotidiano “La Verità”, rivela come il pranzo romano presso l’osteria Costanza, non sia stato l’unico confronto senza il leader di Italia Viva: «Non era la prima volta che facevamo riunioni senza di lui». I tavoli con Avs, M5S e Pd, a suo dire, sono «il formato naturale». Parla di addirittura di due date, l’8 e il 15 luglio, per terminare il lavoro sui contenuti. Il messaggio è chiaro: la linea è questa, chi non è d’accordo dovrà adeguarsi. Il docente di Volturara Appula, d’altronde, non utilizza giri di parole: «Ora è il tempo del programma. Dopo si capirà chi coinvolgere». Insomma, solo a inizio autunno, frange estreme permettendo, ci saranno nuovi test per accedere al campo largo.