«Quasi 250 anni fa, i padri fondatori hanno deciso di attribuire il potere esecutivo a una persona – a un presidente degli Stati uniti d’America». È l’incipit della sentenza del giudice capo della Corte suprema – John Roberts – sul caso, Trump v. Slaughter, che avalla il licenziamento della commissaria della Federal Trade Commission Rebecca Slaughter da parte del presidente Donald Trump.
IL LICENZIAMENTO, avvenuto a marzo 2025, era stato rigettato dalle corti inferiori perché il Congresso ha più volte stabilito, nel corso degli anni, che i regolatori delle agenzie federali indipendenti – come proclama il nome stesso – debbano essere protetti dalle interferenze del potere esecutivo, a meno che non si siano macchiati di gravi illeciti. Così come ha fatto, 90 anni fa, la stessa Corte suprema, dichiarando incostituzionale il licenziamento di un altro commissario della Ftc da parte del presidente Franklin Roosevelt. «Se qualcosa era rimasto di quella sentenza – aggiunge il giudice conservatore Roberts nella sua opinione – lo annulliamo».
Già l’incipit chiariva il suo intento e quello dei colleghi reazionari (il voto è stato di 6 a 3, con le tre uniche giudici liberal in dissenso): conferire all’ufficio della presidenza un potere assai maggiore, e contrario, a quello concepito dai fondatori in opposizione al sistema monarchico britannico. Il ragionamento dei giudici è che in virtù del potere conferito all’esecutivo, il presidente ha potere di licenziare i commissari delle agenzie indipendenti che, semplicemente, non siano allineati con la sua agenda. Non viene colpita solo la Ftc (che si occupa di antitrust), ma decine di altre sigle che insieme compongono, sulla base di valutazioni esperte e non politiche, la tutela degli americani in tantissimi campi, dalle poste all’ambiente, dall’integrità elettorale all’esplorazione dello spazio. Oltre al sistema bancario e finanziario, regolato dalla Fed (Federal Reserve).












