HomeMondialiMeno male che Ancelotti c’è: la sua sensibilità è un bonus (persino in questo Mondiale figlio degli affari)Il Brasile batte il Giappone in rimonta, Carlo Ancelotti ultima bandiera italiana dopo l’esclusione di Cannavaro e Montella. E chissà che non alzi la Coppa del Mondo il 19 luglioCarlo Ancelotti durante Giappone-BrasileRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMeno male che Ancelotti c’è! Con i poveri Montella e Cannavaro già a casa, almeno un po’ d’Italia rimane, in un Mondiale che non sappiamo capire e nemmeno raccontare, noi frustrati dalla ennesima esclusione Azzurra.

Non capiamo un torneo che si gioca in impianti bellissimi e sempre pieni, abituati come siamo a strutture fatiscenti e nemiche di bambini e famiglie. Non lo raccontiamo, il Mondiale, nemmeno tecnicamente, perché di fatto nessuna squadra gioca come i nostri club di serie A, nessuno pratica la orrenda costruzione dal basso, non lo ha fatto nemmeno il Giappone contro la Selecao. Siamo rimasti indietro, siamo vittime di una incultura contro la quale persino il mio amico Malagò rischia di schiantarsi.

Carlo Ancelotti durante la partita del Brasile con il Giappone

Detto tutto questo, Ancelotti non è un mago però ha la sensibilità dell’uomo perbene. Lo conosco da quando eravamo ragazzi e studiavamo entrambi a Modena e amavamo la Formula Uno. E parliamo lo stesso dialetto, Carletto non ha smesso di essere una brava persona pur essendo un simbolo del calcio business.