Il fondatore di Luxottica aveva costruito una fortezza pensata per durare oltre di lui, blindata contro le liti tra i figli. E invece la leva personale di Leonardo Maria è diventata il problema di un’intera dynasty. Quali sono i finali possibili?

Warren Buffett ha sempre tenuto la sua Berkshire Hathaway lontana dalla leva finanziaria usata per gonfiare i rendimenti, e la ragione che ripete da decenni è una sola: non voler mai essere costretto a soddisfare una margin call nel momento sbagliato. La vicenda che in queste ore tiene col fiato sospeso la finanza italiana, con l’assemblea di Delfin convocata per martedì 30 giugno in Lussemburgo, mostra cosa accade quando si imbocca la strada opposta. È prima di tutto una storia di leva, e di una margin call che incombe.

Warren Buffett (Imagoeconomica).

Delfin è la cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio, e custodisce partecipazioni per oltre 40 miliardi: il 32 per cento di EssilorLuxottica e quote pesanti di Generali, Mps, UniCredit, Covivio. Chi controlla Delfin muove una fetta del capitalismo finanziario italiano. Per questo una faccenda nata come problema privato di uno degli otto eredi è diventata un caso di sistema.

Il motore: 1,3 miliardi di debito personale