Ci sono emergenze che non fanno rumore. Entrano lentamente nelle case, cambiano le giornate, consumano risparmi, relazioni, energie. La non autosufficienza è una di queste. Spesso si presenta come una somma di piccoli cedimenti: una persona anziana che non riesce più a uscire da sola, una famiglia che non sa a chi rivolgersi, un caregiver che tiene insieme lavoro, affetti e burocrazia.
Il punto non è soltanto che l’Italia invecchia. Il punto è che continuiamo a rispondere a bisogni nuovi con categorie vecchie: domicilio o residenza, sanitario o sociale, prestazione o contributo economico, famiglia o pubblico. Ma la vita reale delle persone fragili non entra più in questi confini. Sta nel mezzo, in case non sempre adatte, in reti familiari più deboli, in domande insieme cliniche, sociali, abitative e relazionali. Lo mostra l’8° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care di CERGAS SDA Bocconi, curato da G. Fosti, E. Notarnicola ed E. Perobelli. In Italia si stimano oltre 4 milioni di over 65 non autosufficienti. Tra gli over 85, circa due persone su tre presentano gravi limitazioni funzionali. Solo il 39% degli over 65 non autosufficienti riceve servizi pubblici. Le badanti superano il milione e la spesa privata stimata arriva a 7,6 miliardi di euro.












