L’Africa quasi al completo, un’Europa privata delle sue squadre meno attrezzate, il flop delle asiatiche, il previsto e prevedibile passaggio del turno di tutte e tre le squadre ospitanti e la sparizione immediata dell’intera area Concacaf, quella del Nord e Centro America, che accompagnava Stati Uniti, Messico e Canada: questo, per sommi capi, è il riassunto per macroregioni della prima fase di United 2026, il Mondiale monstre a 48 partecipanti, dopo ben oltre due settimane di gioco senza ancora una sfida a eliminazione diretta (la prima è stata Canada-Sudafrica, al diciottesimo giorno della competizione).

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MARIA MICHELA D’ALESSANDRO

Hanno abbandonato la compagnia 16 squadre, cioè appena un quarto delle partecipanti: le 12 quarte classificate e le quattro peggiori terze. A livello continentale, l’Uefa ha perso tre delle sue 16 iscritte, ovvero Repubblica Ceca, Turchia – qualificatesi peraltro solo agli spareggi – e Scozia, la Conmebol sudamericana appena una delle sue sei (l’Uruguay), mentre la confederazione asiatica, la Afc, ha dovuto fare i conti con le eliminazioni di Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Iraq, Iran (del Medio Oriente resta solo l’Egitto, che fa però parte della confederazione africana), Uzbekistan e Corea del Sud, lasciando solamente Giappone e Australia ai sedicesimi.