I primi scontri fra il cardinale Lefebvre e Paolo VI negli anni Settanta. Conservatori, contrari all’aperture del Concilio Vaticano II, celebrano messa in latino. Con Ratzinger la tregua, con Francesco la riapertura delle ostilità. Ora nominano quattro vescovi senza l’ok di Leone
Tutta colpa della Pachamama. La dea della Terra cara agli Incas è venerata da molti in Sudamerica, ma vederla benedetta da papa Francesco a Roma nel 2019 durante il sinodo sull’Amazzonia è stato troppo. “Atto demoniaco e idolatra”, lo bollarono i lefebvriani, cattolici tradizionalisti che celebrano ancora la messa in latino. Dopo la morte di Bergoglio, i 600mila aderenti alla Fraternità San Pio X speravano che il nuovo Papa avrebbe abbandonato le sue aperture ecumeniche e moderniste.










