A nulla è valso l’appello accorato di Papa Leone XIV. Tra gli ultra tradizionalisti lefebvriani e la Chiesa cattolica è ormai scisma. Nella mattinata di oggi, 1° luglio, ad Econe, in Svizzera, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Papa. Un momento storico che fa scattare la scomunica automatica con una dichiarazione latae sententiae. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe arrivare in giornata o nel giro di qualche giorno."Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo ma è proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo" noi "non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori". Queste le parole pronunciate dal Superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nell'omelia della messa di Econe."Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico". Inizia così la risposta dei lefebvriani all'appello del Papa. "Chiedo semplicemente di considerare l'autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito al Fraternità sacerdotale San Pio X. Non è troppo tardi. Lungi da noi l'idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario, come aiutare una madre bisognosa di un aiuto speciale". E aggiungono: "Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione".I quattro nuovi “vescovi” sui quali sono state imposte le mani da parte del celebrante Alfonso de Galarreta, e dal co-consacrante Bernard Fellay, sono Pascal Schreiber (Svizzera, 53 anni), Michael Goldade (Stati Uniti, 46 anni), Michel Poinsinet de Sivry (Francia, 42 anni) e Marc Hanappier (Francia, 36 anni). La Fraternità di San Pio X, così intitolata nel 1970 dal fondatore monsignor Marcel Lefebvre, è via di espansione. I duecento sacerdoti seguaci di Lefebvre, a fine anni 80, sono diventati 733 lo scorso anno. Altri 264 i seminaristi. L’occhiolino dell’ultradestra è quello di Futuro nazionale, rappresentato ad Econe dall’ex leghista Mario Borghezio, e da una delegazione di Forza nuova capitanata da Roberto Fiore, “a fianco di chi non ha mai ammainato la bandiera della Tradizione pur mantenendo un granitico rispetto per Roma e il Santo Padre”.