Negli ultimi anni sempre più proprietari di cani e gatti hanno iniziato a interessarsi all’alimentazione plant-based. Le motivazioni sono diverse: sensibilità ambientale, attenzione al benessere animale, sostenibilità della filiera alimentare o semplicemente la volontà di controllare direttamente ciò che finisce nella ciotola del proprio animale.

Accanto alla crescita del pet food plant-based (cibo per cani e gatti basati su proteine vegetali) formulato industrialmente, si è sviluppato anche il fenomeno di quello preparato in casa. È una scelta che molti proprietari percepiscono come più naturale, più controllabile e come elemento di relazione con l’animale (dove il cibo diventa una cura personalizzata). Tuttavia, dal punto di vista della nutrizione veterinaria, rappresenta probabilmente uno degli aspetti più delicati dell’intero dibattito sulle diete vegetali per animali domestici.

La ragione è semplice: formulare una dieta vegetale bilanciata per un cane è complesso; farlo per un gatto è ancora più difficile. E quando la preparazione avviene in casa, senza una progettazione nutrizionale rigorosa, il rischio di squilibri aumenta in modo significativo.

Il problema non è l’assenza della carne, ma l’equilibrio dei nutrienti